Perché scegliamo sempre lo stesso tipo di persona (e come rompere lo schema)
Perché scegliamo sempre lo stesso tipo di persona?
(ovvero: perché cambiamo partner, ma le dinamiche si ripetono)
Quante volte ci siamo detti: “Com’è possibile? Di nuovo la stessa storia, con un’altra persona?”
Cambiamo partner, ma ci ritroviamo dentro dinamiche molto simili: poca disponibilità, fatica a comunicare, ruoli sbilanciati, bisogno di “salvare” o di essere salvati.
Non è sfortuna, né destino. È qualcosa che ha a che fare con scelte che non sempre sono consapevoli, e che tendono a ripetersi finché non iniziamo a vederle con chiarezza. Non è una questione di colpa, ma di responsabilità: possiamo osservare cosa ci attrae, cosa cerchiamo, cosa ricreiamo, senza giudizio, ma con lucidità.
Il familiare che ci attrae
Spesso siamo attratti da ciò che ci è familiare, anche quando non ci fa bene.
Un partner distante, ad esempio, può attivare in noi una forma di rincorsa emotiva che sentiamo “normale”, magari perché in passato ci siamo abituati a dover conquistare attenzione, affetto o riconoscimento.
Un partner distante, ad esempio, può attivare in noi una forma di rincorsa emotiva che sentiamo “normale”, magari perché in passato ci siamo abituati a dover conquistare attenzione, affetto o riconoscimento.
Possiamo notare se certe dinamiche si ripetono e chiederci:
“Questo modo di relazionarmi riflette davvero chi sono oggi, o somiglia a qualcosa che ho già vissuto e che ho imparato a considerare accettabile?”
Non solo chi scegliamo, ma come ci comportiamo
A volte ci chiediamo: “Perché trovo sempre persone egoiste, chiuse, confuse?”
Ma raramente ci fermiamo a considerare come anche noi contribuiamo a quella dinamica.
A volte ci chiediamo: “Perché trovo sempre persone egoiste, chiuse, confuse?”
Ma raramente ci fermiamo a considerare come anche noi contribuiamo a quella dinamica.
- Ci mettiamo spesso nel ruolo di chi dà di più?
- Cerchiamo approvazione più che reciprocità?
- Ignoriamo segnali che, nel profondo, sappiamo essere importanti?
L’illusione che “stavolta sarà diverso”
Ci convinciamo che questa volta andrà meglio, che l’altro cambierà, che noi saremo più bravi.
Ma spesso cambia la persona, non il copione. E così le stesse dinamiche si ripresentano.
Il cambiamento vero non avviene cercando un partner “diverso”, ma modificando il nostro modo di stare dentro le relazioni. Questo richiede consapevolezza, non solo buone intenzioni.
Ci convinciamo che questa volta andrà meglio, che l’altro cambierà, che noi saremo più bravi.
Ma spesso cambia la persona, non il copione. E così le stesse dinamiche si ripresentano.
Il cambiamento vero non avviene cercando un partner “diverso”, ma modificando il nostro modo di stare dentro le relazioni. Questo richiede consapevolezza, non solo buone intenzioni.
Alcune domande utili:
- Cosa ho ignorato nei primi segnali?
- Quale parte di me sperava di poter “aggiustare” qualcosa?
- In che momento ho cominciato a mettere da parte me stesso/a?
Riconoscere uno schema è il primo passo. Non significa che tutto cambi subito, ma possiamo iniziare a fare scelte diverse, più coerenti con ciò che vogliamo davvero.
- Rimanere in contatto con ciò che sentiamo, senza minimizzarlo.
- Prenderci tempo per osservare, ascoltare, capire.
- Dare valore alle nostre esigenze, senza giustificare ciò che non ci convince.
Alcune domande per riflettere
Se ti rivedi in questi schemi, potresti iniziare da qui:
Se ti rivedi in questi schemi, potresti iniziare da qui:
- Quali tratti comuni avevano le persone che ho scelto finora?
- Come mi sono sentito/a in quelle relazioni?
- Cosa ho giustificato, tollerato, ignorato?
- Se oggi potessi scegliere con maggiore lucidità, cosa cercherei davvero?
Conclusione
Riconoscere uno schema non è una sconfitta. È un atto di consapevolezza.
Nel coaching non cerchiamo colpe, ma spazi di scelta.
Ogni relazione passata, anche quella che ha lasciato ferite, può aiutarci a vedere più chiaramente e insegnarci qualcosa di utile sul nostro modo di stare in relazione.
Riconoscere uno schema non è una sconfitta. È un atto di consapevolezza.
Nel coaching non cerchiamo colpe, ma spazi di scelta.
Ogni relazione passata, anche quella che ha lasciato ferite, può aiutarci a vedere più chiaramente e insegnarci qualcosa di utile sul nostro modo di stare in relazione.
Passare alla pratica
Se senti che sia arrivato il momento di lavorarci su, ho creato il Workbook: Relazioni che si ripetono - Perché finisci sempre nella stessa situazione.
Questo percorso di riflessione nasce per aiutarti a fare chiarezza sul perché alcune dinamiche relazionali si ripetono, anche quando ti prometti che ''questa volta sarà diverso''.
Ti accompagna passo dopo passo a:
- Riconoscere il copione relazionale che si attiva
- Capire quale ruolo assumi dentro quella dinamica
- Individuare le convinzioni e i vantaggi nascosti che ti trattengono
- Ascoltare i segnali emotivi, corporei e comportamentali che arrivano prima
- Scegliere dove e come intervenire

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